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Nel pomeriggio di ieri i Pm che indagano sulla morte di Stefano Cucchi e sul pestaggio della vittima nelle celle del tribunale di Roma, hanno effettuato in loco un sopralluogo. I magistrati hanno anche incontrato il principale testimone della vicenda, il detenuto gambiano S.Y. che, con l’aiuto di un interprete, ha mostrato la cella da lui occupata il 16 ottobre scorso e quella in cui si trovava Cucchi. In particolare è stato verificato se la visibilità corrispondesse a quella indicata nella ricostruzione dei fatti.

L’avvocato della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo, ha dichiarato ieri alla stampa che a un mese dal decesso di Stefano sul suo corpo sarebbero visibili ancora meglio i segni delle lesioni, in particolare quelle al cranio e alla mandibola, che nella precedente autopsia non erano state notate. Sono state confermate, invece, le lesioni alla colonna vertebrale e alle mani “anche se serviranno ulteriori accertamenti”, ha chiarito il legale.

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